La Pratica

Gli individui sono diversi tra loro. Per questo le sedute non avranno caratteristiche predeterminate e si svolgeranno in armonia con le esigenze del paziente utilizzando a seconda di esse i seguenti strumenti:

Colloquio terapeutico
Tecniche di rilassamento
e meditazione

Partendo dalle antiche tradizioni spirituali ed arrivando alle moderne tecniche psicologiche, si scopre che esistono molti metodi che possono aiutare l’individuo a ritrovare l’equilibrio psichico emotivo, ristabilendo la salute fisica, ed aiutando a trovare una direzione quando la vita fa sentire persi.

 

Nello svolgimento della mia pratica clinica, che sia individuale o di gruppo, offro sostegno psicologico basandomi sulla terapia della parola. Ho potuto apprendere ed approfondire tale tecnica durante la formazione in Psicoterapia Analitica e durante gli anni di lavoro in strutture pubblice e  di libera professione.

 

Nel corso degli incontri riservo molta attenzione all'interpretazione dei sogni, importanti messaggeri della nostra interiorità capaci di offrirsi come preziosa guida nel corso del processo terapeutico.

La meditazione é uno strumento fondamentale che, nel corso della terapia, aiuta l’individuo a ritrovare centratura, concentrazione e consapevolezza, essenziali alla conoscenza di sé ed al raggiungimento dell’armonia mente-corpo-emozioni.

 

L’apprendimento di semplici tecniche di rilassamento aiuta l’individuo a trovare, nella vita di tutti i giorni, un momento da dedicare alla cura di sé. Rilasciare le tensioni attraverso il respiro consapevole ed il rilassamento muscolare, aiuta a ridurre lo stress ed influenza in modo positivo il tono dell’umore ed il benessere fisico, portando benefici nel quotidiano e nella terapia stessa.

Il lavoro con il mandala, eseguito in seguito al raggiungimento di uno stato di rilassamento, può aiutare l’individuo a conoscere un tipo differente di concentrazione e a dirigere in modo nuovo le proprie energie creative.

 

Pratiche immaginative
Tecniche espressive

Nel corso delle sedute , un importante strumento che si può utilizzare è quello dell’immaginazione attiva, una tecnica immaginativa messa a punto da C.G.Jung e largamente utilizzata nell’ambito della Psicoterapia Analitica.

Si tratta di una pratica terapeutica che, attraverso il dialogo con le proprie immagini interiori, diviene un mezzo fondamentale per sondare il proprio inconscio e conoscere sé stessi.

Una maggiore conoscenza di sé ed il raggiungimento di una maggiore armonia può essere raggiunta anche con l’aiuto di tecniche espressive.

Il disegno, l’uso della voce e del corpo, sono validi alleati nel nostro percorso di guarigione, poiché permettono a quelle parti silenti di noi, di manifestarsi.

Perchè Jung ? 

La mia pratica terapeutica è fortemente influenzata dalla Psicologia Olistica, quella parte della psicologia che interviene sul benessere della persona utilizzando un “approccio globale". Il termine “olistico” deriva infatti dal greco “holon”, che significa tutto, intero.

 

L'individuo viene considerato nella sua interezza ed unità, che va oltre alla semplice somma delle sue parti. Un sistema integrato in cui le varie funzioni concorrono a questa unità e fanno riferimento ad un centro, il "Sè", quel nucleo di coscienza che mantiene un carattere di permanenza e continuità nel corso delle modificazioni  somatiche e psichiche che l’individuo sperimenta nel corso della vita.

 

E’ lo studioso Carl Gustav Jung (1875-1961) ad introdurre il concetto di Sè, come archetipo dell'inconscio collettivo e vero centro regolatore della psiche umana. Tale concetto unificatore è la base di questa visione unitaria dell'uomo, che va oltre l’ego e prende in considerazione i vari livelli di coscienza, studiati nei secoli dalle discipline mistiche orientali ed occidentali.

 

Dopo Jung la Psicologia Umanistica, la Psicologia Transpersonale, la Psicosintesi ed altre scuole nate successivamente, si concentrano su altre tematiche, come lo sviluppo dell'essere umano e delle sue potenzialità, le necessità spirituali dell’individuo e, non per ultima, l’introduzione del corpo nel processo terapeutico. Nasce l’esigenza di una psicologia che non si occupi soltanto del soggetto cosiddetto malato, ma che sia sensibile ai bisogni reali dell'uomo e sia al contempo capace di dare sostegno alla società stessa.

 

L’approccio olistico non considera il sintomo psichico o fisico come un segnale da sopprimere, ma lo considera un messaggio che ci segnala l’assenza di equilibrio ad un determinato livello, che prescinde la nostra consapevolezza. In quest’ottica la salute non è vista come semplice assenza di malattia, ma un benessere globale di psiche, corpo, società ed ambiente.

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© 2015 by Ilaria Emiliani

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